E quante palme Idume e quanti allori
al mio Tebro nutrir seppe Helicona,
sì superbo n'andai tra' vincitori,
non bastaro al mio crin per far corona.
Di cinque miei vittoriosi onori
il Campidoglio ancor lieto risòna.
Ma non vietai che fra' trionfi miei
non spiegasse l'Invidia i suoi trofei.