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1569–1625

Angelica.

Giovambattista Marino

Il fido annel, che per virtù d'incanti d'involarmi a le viste ebbe valore, m'ascose agli occhi de' sagaci amanti ma non del cieco e più sagace Amore.

Errai fra l'armi e fra gli armati erranti, or di me fanciul nudo è vincitore; tal che ferita da l'altrui ferita, per dar vita a chi muor, perdo la vita.

M'assido a lato al giovane Africano, di crudo feritor Medica pia. Ei con gli occhi m'uccide, io di mia mano curar il suo mal tento ogni via.

Mentre la piaga sua chiudo e risano, sento aprirsi nel cor la piaga mia. Io languisco d'amor, di duolo ei langue: m'asciuga il pianto, e io gli asciugo il sangue.

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