Non sia chi ad Amor creda perché di marmo il veda là su l'armi giacere, ch'anco inerme e marmoreo incende e fère.
Ben che dormir dimostri, ei vegghia a danni nostra: vista fa di dormire, serra l'occhio il crudel, per più ferire.
E se di marmo il core, com'è di marmo Amore, avessimo ancor noi, fora pur fragil segno a' colpi suoi.
Temea Scultore amante di farlo vigilante, e dormir, quando il finse, il marmo per miracolo costrinse.
L'esser di moto privo nol fa però men vivo, né scorger gli occhi ponno s'è difetto de l'Arte, o pur del sonno.
Guàrdati Peregrino, non gli andar sì vicino, nol destar, prega ch'egli dorma in eterno pur, né mai si svegli.
Se tu 'l sonno tenace rompi al fanciul sagace, desto il vedrai più forte trattar quell'armi, ond'è peggior che Morte.
Mentre che sonnacchioso prende dolce riposo, non lascia ne' mortali di scoccar l'arco, e d'aventar gli strali.
Sogna dormendo inganni, stragi, rapine, affanni. Ne strazia in mille forme, mal se vegghia il malvagio, e mal se dorme.
Chiuda i lumi dormendo, sussurri pur fremendo; i' non gli crederei, giurasse per la madre, e per gli Dei.
Se pur dorme il crudele, dorme a l'altrui querele. Sospir', gemiti, e pianti son le musiche sue, sono i suoi canti.
Sì sì, dorme Amor stanco, ha travagliato il fianco: posa per la fatica di seguir, d'espugnar gente nemica.
Deh tacete, o ruscelli, silenzio amici augelli. Nol desti o fronda o vento, can col latrato, o col muggito armento.
Spettator non t'incresca con lieve piuma e fresca mover l'aura soave, perché sia 'l sonno più tranquillo e grave.
Scaccia (ah vedi che 'l desta!) quella mosca molesta! Vanne mosca noiosa, sol quanto posa Amor, gli amanti han posa.
Passaggier, tu t'accosti: non sai che tien nascosti semi di viva arsura nel suo gelido sen la selce dura?
Quantunque il dispietato si fusse addormentato, non dorme la facella, non dormon però l'arco, o le quadrella.
Farà l'usato effetto il suo stral nel tuo petto. Troppo troppo ti fidi! Alfin lo sveglierai co' propri stridi.
Sù via, vattene omai, che più mirando stai? Movi 'l piè leggiermente: pagherai tanto ardir, s'egli ti sente!
Si desta, ahi non t'accorgi? Amor, sorgi, deh sorgi: ché tant' oblio profondo? Pigro t'appella e neghittoso il mondo.
Non lice a gran Guerriero, a Duce invitto e fiero giacer lento su i marmi, ma far l'ascolta e vigilar tra l'armi.
‘Sorgi sorgi,’ ti dice la bella Genitrice, ‘sorgi a l'usate frodi’: t'ha più volte chiamato, e tu non l'odi?
Già sparita è l'Aurora, ecco il mattin vien fòra. Ecco, ch'al corso scioglie Febo i destrier' da le rosate soglie.
O papavero greve o Bacco tener deve le fiere luci oppresse: riscoter nol porian le trombe istesse.
Qual tu ti sia che 'l miri, temi non viva e spiri? Stendi securo il passo : toccal pur, scherzai teco, egli è di sasso.
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