– Bacianne, e i nostri baci avidi e spessi
vincan le conche tenere e tenaci;
giungano i baci ai cori e sien de' baci
padri insieme et eredi i baci stessi.
Sien de' baci profondi e de' sommessi
precursori i più lievi e più fugaci;
restin degli umidetti e de' mordaci
ne le baciate labra i segni impressi.
Geli d'invidia et arda di dispetto
il fier gigante, il mostro empio e villano,
eterno turbator del mio diletto. –
In braccio a l'idol suo caro e sovrano
sì disse Galatea. Con torvo aspetto
l'invido udilla e sospironne invano.