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1569–1625

85

Giovambattista Marino

L'aspra sampogna, il cui tenor di cento voci risona e cento fiati spira, battendo a terra ebro di sdegno e d'ira Polifemo, ond'al ciel pose spavento,

– Poiché quest'empia, che l'altrui tormento (dicea) lieta e ridente ascolta e mira, sol cara ha l'armonia di chi sospira, né gradisce altro suon che 'l mio lamento,

qui spezzata rimanti e qui ti lagna dal mio lato disgiunta e dal mio labro cara de' miei dolor fida compagna. – Più non diss'egli; e 'l monte arsiccio e scabro

rimbombò d'urli e 'l lido e la campagna tremonne, e l'antro del tartareo fabbro.

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85 · Giovambattista Marino · Poetry Cove