– In quell'ombrosa e solitaria balza
cui l'onda, o Polifemo, abbraccia e fiede,
là 've l'alpestro Lilibeo si vede
ch'oltra le nubi la gran fronte inalza,
seder vidi pur dianzi ignuda e scalza
la bella tua, ch'ogni altra bella eccede,
e riverente il mar baciarle il piede,
il mar, ch'ancor di gioia al ciel ne sbalza.
Parea, rotando de' begli occhi i giri,
una stella, anzi un sol qualor ridente
de l'ocean la chioma umida tragge. –
Così disse un pastor, quando il dolente
mosse a cercarla e fece a' suoi sospiri
viè più ch'Etna cocenti, arder le piagge.