Trasse pur fuor de' cupi fondi algenti
l'ignude membra sovra l'onde uscita
de le figlie del mar la più gradita
di Polifemo ai dolorosi accenti.
Giacque a lei presso il mar, tacquero i venti,
che 'n atto dolce e tutta in sé romita
con gli occhi ond'egli avea salute e vita,
rischiarò le sue tenebre dolenti.
Ma che? mentre il meschin ristoro e posa
cercava a' suoi dolori in mezo l'acque
sparve la ninfa immantinente ascosa.
– Onda, s'è ver (diss'egli allor) che nacque
in te la dea d'amor, come pietosa
se' sì poco agli amanti? – E qui si tacque.