Questa di cieco padre occhiuta figlia,
figlia del genitor folle omicida,
che 'n anima gentil spesso s'annida
e 'n generoso cor ratto s'appiglia:
da che rigida e cruda a meraviglia
si fé de' miei pensier compagna infida,
altro, lasso, che pianti, altro che strida
dal petto unqua non trassi, e da le ciglia.
E quando tregua i miei tormenti avranno,
o ministra del mal, nemica al bene,
o maestra d'error, maga d'inganno?
O come nel mio cor, ne le mie vene,
s'egli sol s'è di me fatto tiranno,
tra 'l suo foco il tuo ghiaccio Amor sostene?