Sorgi, o ninfa, da l'acque e vieni a nuoto
(vedi come cocente il sole avvampi
sì che non ha l'armento ov'egli scampi)
al monte, ov'io t'attendo, arsiccio e voto.
Tosto il vedrai di tua beltà devoto
vestir di fronde e fiori i lidi e i campi
e del celeste Can gli accesi lampi
venir dolce a temprar Zefiro e Noto.
Vedrai d'alto piacer tutto tremante
(Polifemo dicea) dal fondo interno
gioir del peso suo l'arso gigante.
Indi l'orror di queste nebbie esterno
sgombro vedrassi a' tuoi begli occhi avante;
et a te, quasi ciel, rider l'inferno.