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1569–1625

8

Giovambattista Marino

A pie' de l'urna oscura, ove superba de la mia donna trionfando siedi, Morte, ognor ti chiam'io: ma, colto in erba il fior d'ogni bellezza, altro non chiedi.

E te, là dove ogni mio ben si serba, o Ciel, che novo e più bel sol possiedi, e lui, per rinfrescar mia piaga acerba, con tanti lumi tuoi circondi e vedi,

deh quanto invidio! e vie più lei, che leve volò del suo mortal libera e scossa, ove il devuto a lei seggio riceve. Apri tu quel bel marmo, ond'almen possa,

Amor, spento ch'io sia (che sarà in breve), giacer polve con polve, ossa con ossa.

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8 · Giovambattista Marino · Poetry Cove