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1569–1625

8

Giovambattista Marino

Tacean sotto la notte Austri e procelle, pigro giacea senz'onda il mar Tirreno, e lui ferian d'un tremolo baleno le faci eterne a meraviglia belle.

Splendea con chiare e lucide fiammelle per entro il bel tranquillo il bel sereno: ond'io, ch'apria co' remi a l'acque il seno, credea solcar lo ciel, gir per le stelle.

La mia leggiadra e piccioletta nave quella parea che ne' celesti giri più di nembo o tempesta ira non pave. Quando da lo spirar de' miei sospiri

gonfia la vela, un mar profondo e grave mi sommerse di pianti e di martiri.

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8 · Giovambattista Marino · Poetry Cove