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1569–1625

76

Giovambattista Marino

Novo Fetonte entro 'l mio petto, Amore, ove d'un più bel sol la luce ardea, quasi auriga in suo carro, il fren volgea de' miei pensier vaganti e del mio core.

Ma, lasso, il foco, ond'io sperai vigore, sì mal, folle garzon, regger sapea, che la mia vita in cenere cadea, troppo omai debil esca a tanto ardore.

O santo Sdegno, il temerario audace cadde sol tua mercè percosso e vinto, e seco in un la mal accesa face. Da la tua man, dal tuo valor fu spinto

giù del suo seggio fulminato; e giace nel fiume ancor del mio gran pianto estinto.

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76 · Giovambattista Marino · Poetry Cove