Skip to content
1569–1625

74

Giovambattista Marino

– In qual antro, in qual lido, in qual confine, Glauco, del nostro mar quell'erba cresce ch'uom cangia in mostro e sue sembianze mesce di spume e conche, e muta in alga il crine?

Forse l'umane forme in peregrine qual tu, ratto traslate, e volto in pesce fia che l'ardor, che nel mio cor s'accresce, trovi fra l'acque o refrigerio o fine.

Forse ancor fia che la mia ninfa almeno pur lieto appressi e per le vie profonde or le baci il bel piede, or tocchi il seno. – In queste voci appo l'amiche sponde

scior Polifemo a' suoi dolori il freno udir l'aure, l'arene, i sassi e l'onde.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
74 · Giovambattista Marino · Poetry Cove