Là, dove Stige per sulfurea vena
di fiamme inestinguibili e di fumi
rapidi globi e torbidi volumi
manda a turbar la pura aria serena
e donde van per infeconda arena
con tacito bollor pallidi fiumi,
e fra sanguigne nebbie e ciechi lumi
mirasi l'uscio de l'eterna pena,
cruda donna sen vien, per mirar quivi
fra le perdute e desperate genti
mill'amanti per lei di vita privi.
Né sazia ancor, mentre di fiamme ardenti
vie più misero inferno appresta ai vivi,
cerca quindi imparar novi tormenti.