Allor che prima ad adorarti foro,
leggiadra Elpinia, i miei pensier concordi,
fanciullo era ancor sì (se ben ricordi)
ch'io non scernea da la giovenca il toro.
Tu lungo un fiumicel, sotto un alloro
tendei la rete e 'l visco ai pigri tordi,
ch'emuli del mio cor, veniano ingordi
volando intorno a le tue chiome d'oro.
Sciolto e campato da l'ordite frodi
prigionier fortunato, un ne vid'io
volontario cader fra gli aurei nodi,
che volto indi ver me cantar s'udio:
– Pastor vien meco ad allacciarti e godi,
che più dolce lacciuol mai non s'ordio.–