Là dove i poggi al gran martel di Bronte
tuonano, e tuona il mar profondo e largo,
così tonò da l'arenoso margo
un pastor di statura emulo al monte:
– Una luce (i' nol nego) ho sola in fronte,
e ben esser vorrei di luci un Argo
per poter con le lagrime, ch'io spargo,
aprir cento canali a sì gran fonte.
E pur con un sol occhio il tutto mira
il biondo dio che 'l quarto ciel governa
e con l'aurato carro il mondo aggira.
Ma ch'abbia mille lumi, ond'io discerna,
qual prò, s'anco quest'uno hai tanto in ira
che chiuso il brami in cieca notte eterna? –