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1569–1625

67

Giovambattista Marino

Mentre nel grembo a trastullar ti stai de la mia donna umilemente altero, vezzoso animaletto e lusinghiero, ond'invido e geloso altrui ne fai,

ardo, e vie più nel cor, lasso, che mai sento l'usato ardor possente e fero, forse però che 'l mio sol vivo e vero vibra nel can vie più cocenti i rai.

E come l'altro suol, che 'n alto asceso da Sirio in cielo e dal Lione accolto i fiori uccide e l'erba infiamma e coce, così struggomi anch'io, da' raggi acceso

di lei più di te fera, anzi più molto de la fera Nemea cruda e feroce.

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67 · Giovambattista Marino · Poetry Cove