Mentre nel grembo a trastullar ti stai
de la mia donna umilemente altero,
vezzoso animaletto e lusinghiero,
ond'invido e geloso altrui ne fai,
ardo, e vie più nel cor, lasso, che mai
sento l'usato ardor possente e fero,
forse però che 'l mio sol vivo e vero
vibra nel can vie più cocenti i rai.
E come l'altro suol, che 'n alto asceso
da Sirio in cielo e dal Lione accolto
i fiori uccide e l'erba infiamma e coce,
così struggomi anch'io, da' raggi acceso
di lei più di te fera, anzi più molto
de la fera Nemea cruda e feroce.