Skip to content
1569–1625

66

Giovambattista Marino

– Perch'io difforme sia, perché pungente abbia d'ispide sete il mento e 'l volto, perché di negre lane irsuto e folto il petto e 'l tergo e 'l crin porti cadente,

bella, non mi sprezzar: l'affetto ardente gradisci almeno in roza forma accolto; sotto ruvida scorza anco sepolto frutto pregiato il mar serba sovente.

Ah del mio forte e smisurato busto non rider no. Convienti, o vaga mia, a te l'esser gentile, a me robusto. – Dolente in atto in cotal suon languia

l'aspro Ciclope: e lungo il lido adusto la fuggitiva Galatea seguia.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
66 · Giovambattista Marino · Poetry Cove