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1569–1625

65

Giovambattista Marino

Ond'è che, del mio ben fatto beato, invido can, nemico a' desir miei, volgi con occhi a me sì torvi e rei, qual geloso custode, il dente irato?

Forse Giove se' tu, ch'oggi cangiato in strania forma per Amor ti sei? O pur, novella Circe, in te costei ha novo altro amator chiuso e celato?

Felice te, che nel bel grembo hai sede, e col puro candor del bianco manto la sua mano somigli, e la mia fede. Misero me, ch'a le tue fami intanto

dolce esca ella ministra: a me non diede altro cibo giamai che doglia e pianto.

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65 · Giovambattista Marino · Poetry Cove