Questa crudel, cui per maggior mia doglia
pietosa, come bella, in prima vide
l'anima già tra le lusinghe infide
presa d'un nodo, il qual non è chi scioglia,
deh mira, Amor, con qual superba voglia
sprezza il mio pianto, e del mio mal si ride:
mira, come m'impiaga, e non m'ancide,
come ognor più di libertà mi spoglia.
Rompi lo smalto, ond'ella il petto ha cinto
tu possente signor; fa che dal seggio
caggia del crudo cor l'orgoglio estinto.
Ma da te (lasso) indarno aita i' cheggio,
s'a mio sol danno armato, umile e vinto
ne' suoi begli occhi prigioner ti veggio.