Lionzo qui, cui pari al dente, al corso
non vide Arcadia o Sparta o Pelio o Cinto,
giace; LIONZO il can che spesso ha vinto
col piede i lampi, i fulmini col morso.
Pugnò già con la tigre, affrontò l'orso,
fu poi da fier cinghiale a morte spinto.
Ma lasciò qui de l'uccisore estinto
e le zanne e 'l ceffo e 'l dorso.
I compagni mastini egri e smarriti
e i mesti armenti, ognun par che l'onori
di pietosi latrati e di muggiti.
Voi che perdeste il difensor, pastori,
incontro ai lupi ingordi, ai ladri arditi,
spargetelo di lagrime e di fiori.