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1569–1625

62

Giovambattista Marino

Dunque la Notte ancor, ch'ha per costume di portar pace altrui, di gravi affanni dura guerra mi move? et a' miei danni le sue tenebre oscure arma di lume?

O Sonno, e tu, perché più largo fiume versin di tristo umor, quest'occhi appanni? E sovra me, sol per ordirmi inganni, stendi le brune tue tacite piume?

I' veggio pur nel bel sembiante altero, che l'alma indarno vaneggiando abbraccia, tra l'ombre tue fallaci il mio duol vero. Fuggi agli abissi omai, già ti minaccia

l'alba, e 'l sol che ritorna. Ecco il pensiero, il nemico pensier, che ti discaccia.

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62 · Giovambattista Marino · Poetry Cove