Qui, dove aperto da l'adunco dente
cadesti, o più fedel d'Agro e d'Ircano,
caro LIONZO mio, pregio sovrano
de' boschi e de l'ovil campion possente,
al tuo valor, da cui valor sovente
prender solea qual più feroce Alano,
povera tomba il vedovo Montano
sotto questo cipresso erge dolente,
ove dal tronco di tue glorie inciso
del cinghial, che sbranasti e che ti morse,
il teschio per trofeo pende reciso.
Ma tu di Citerea fatto se' forse
vendicator d'Adone in terra anciso,
del ciel custode e cacciator de l'orse.