Inver le nubi il volo avea già steso
reale augello e fra, pungenti artigli,
per dar fors'esca a' pargoletti figli,
traea per alto un cavriuol sospeso,
quando d'ardente stral giunto et offeso
con fragor, cui non è ch'altro somigli,
i fior di doppio sangue a far vermigli
sen venne inun col non goduto peso.
E parve a Giove dir con flebil suono:
– Dunque fia ver, che fulminata mora
quella, che porge a la tua destra il tuono? –
Mirolla, udilla; e 'n lei rivolto allora
disse il gran padre: – Ahi, non son io, non sono;
ch'hanno i fulmini lor gli uomini ancora. –