Ardo, ma non ardisco il chiuso ardore
de l'alma aprir, che tacito cocente
quasi invisibil fulmine cadente
dentro mi strugge, e non appar di fore.
Ben negli sguardi e ne' sospiri Amore
l'arsura palesar cerca sovente:
ma vinta dal timor la fiamma ardente
fugge dal volto, e si concentra al core.
Così tremo et agghiaccio, ove la mia
face più avampa; or chi (misero) aspetto,
ch'a non veduto mal rimedio dia?
Soffri e taci, o mio cor, fatto ricetto
di sì bel foco; incenerisci, e sia
de le ceneri tue sepolcro il petto.