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1569–1625

6

Giovambattista Marino

Avea su per lo mar, del biondo crine la pescatrice mia sciolto il tesoro quasi nova Fortuna, e Noto e Coro preziose ne fean dolci rapine.

Ondeggiavan per l'onde in onde d'oro sparse le fila rilucenti e fine; et invide scorgean l'onde marine più bella dea d'Amor nascer da loro.

Corsero agli ami in que' bei lacci tesi guizzando i pesci amorosetti e lieti d'un dolce foco in mezo l'acque accesi. E disser prigionieri a Dori, a Teti

con la lingua d'Amor, ch'io solo intesi: – Dolce è morir fra sì pompose reti. –

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