Avea su per lo mar, del biondo crine
la pescatrice mia sciolto il tesoro
quasi nova Fortuna, e Noto e Coro
preziose ne fean dolci rapine.
Ondeggiavan per l'onde in onde d'oro
sparse le fila rilucenti e fine;
et invide scorgean l'onde marine
più bella dea d'Amor nascer da loro.
Corsero agli ami in que' bei lacci tesi
guizzando i pesci amorosetti e lieti
d'un dolce foco in mezo l'acque accesi.
E disser prigionieri a Dori, a Teti
con la lingua d'Amor, ch'io solo intesi:
– Dolce è morir fra sì pompose reti. –