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1569–1625

59

Giovambattista Marino

Umil sen viene a' tuoi sacrati altari il mio feroce cozzator lanuto, quel sì nero, sì crespo e sì barbuto, famoso tra le greggie e tra' caprari.

Quinci a l'uve, a le viti accorto impari riverenza et onor lo stuol cornuto, uso or col dente et or col corno acuto romper gl'innesti tuoi più dolci e cari.

Ecco d'edre e corimbi il capo cinto cader tel vedi a piè sbranato et arso, santo vermiglio dio, che Tebe onori. Et ecco, il foco del suo sangue tinto,

per doppiar lume agli odorati ardori, di soave Falerno ho tutto sparso.

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59 · Giovambattista Marino · Poetry Cove