Tu là soletto ove le querce e gli olmi
l'ombra han più folta, o fortunato Iola,
tra 'l rio che corre e l'augellin che vola,
di riposo e piacer l'anima colmi.
Ben di te mi rimembra e di me duolmi,
cui duro freno ai verdi boschi invola,
lasso, e 'l pensar di te sol mi consola
qualor gravoso affanno opprimer suolmi.
Già vederti m'avviso appo la mandra,
or a suon di sampogna et or di flauto,
fuggitiva chiamar Clori e Leandra.
Ed or timida damma, or cervo incauto
di tua man preso, or tordo et or calandra
de la tua mensa è ricco cibo e lauto.