ANGELI, or tu fra gli angeli ten vai,
e ben con essi il tuo cantar s'accorda;
né da la lor quell'armonia discorda
che da' sonori numeri trar sai:
quella che, se (qual oggi ancor ti stai)
muto allor tu non eri, o Morte sorda,
potuto avria placar, quantunque ingorda,
l'empia cui prego altrui non mosse mai.
Certo a sì degna man non si devea
se non lira di stelle; e torla altronde
che di là, dov'or se', non si potea:
or quella sì ch'a lo tuo stil risponde,
con cui di Lesbo il gran cantor solea
sovra curvo destrier correr per l'onde.