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1569–1625

55

Giovambattista Marino

Qualor di vagheggiar desio mi spinge quella ch'ha di mia vita eterno impero, Amor nel vago e cupido pensiero quasi visibilmente a me la finge.

E 'l sembiante gentil forma e dipinge con sì vivi color, sì pari al vero, che lunge il cor dal caro obietto altero pur come presso, a sospirar costringe.

Ei novo Zeusi, a l'oriente tolto l'oro, l'ostro a l'Aurora, i raggi al sole, il bel crin ne figura, e gli occhi, e 'l volto. Ma poiché le dolcissime parole

l'alma non ode, – Ahi (dice) il pensier stolto schernir anch'egli e tormentar mi vole? –

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55 · Giovambattista Marino · Poetry Cove