– Questa, che 'l bianco piè di Citerea
trafisse ignudo e del suo sangue tinta
rosseggia ancor, già fresca, caro Aminta,
a la tua Lidia in bocca oggi ridea.
Ma, mentre odor più dolce indi traea,
di più vivo color sparsa e dipinta,
secca (qual vedi) e vergognosa e vinta
cadde dal labro, ch'agguagliar credea. –
Sì disse Coridon. Mirolla fiso
e 'n lei di pianto un rugiadoso gelo
il misero pastor stillò dal viso.
– Felice Rosa (ei disse), o dal tuo stelo
teco nato foss'io, teco reciso,
come sdegnar puoi tu gli orti del cielo. –