Vena di pianto torbida et amara
versaro, e trasser seco alte ruine
l'Arno, il Tebro e 'l Cefiso allor ch'al fine
del tuo corso giugnesti, anima chiara;
e, di se stesse a la tua nobil bara
fatto corona, il sen lacere e 'l crine,
le greche e tosche Muse e le latine
chiamâr chi lor ti tolse empia et avara.
Altro fin qui che lagrimar non sanno
le ninfe d'Arbia; e 'n cotal suon fa fede
l'afflitta Etruria del suo grave affanno.
Morto è il BORGHESI, e me di pianto erede
lascia; ma qual fie pianto eguale al danno,
s'a pianger qui se stesso egli non riede?