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1569–1625

51

Giovambattista Marino

Né tu pietosa dea, né tu lucente, né pura, né gentil, né bella sei, Luna perversa, a' caldi preghi miei rigida e sorda e (qual mai sempre) algente.

Ti dier le selve aspro costume e mente, ond'anco in ciel le corna hai per trofei: del ciel non già, ma sol tra' neri dei degna di star con la perduta gente.

Lagiù nel cupo e tenebroso fondo china il lubrico carro: ivi abbia il vanto lo tuo pallor di nere macchie immondo. O pur d'Arcadia al torto Dio, cui tanto

ami, in braccio ritorna; e s'esci al mondo, turbi il tuo lume ognor tessalo incanto.

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51 · Giovambattista Marino · Poetry Cove