ASCANIO, ASCANIO è morto: in picciol vaso
del gran poeta inceneriscon l'ossa:
a sì grave di Morte aspra percossa
d'ogni suo pregio il mondo orbo è rimaso.
Tu, cui di Pindo il coro e di Parnaso,
Febo, soggiace, ahi come in nera fossa
tua luce d'ogni onor vedova e scossa
seco non chiudi in sempiterno occaso?
Ma s'egli è ver che la tua mano e l'arte
dar può salute altrui, come non fue
presta a campar da morte il sacro ingegno?
Forse invidia portasti a le sue carte,
ché sai ben tu se l'alte note sue
parer fean spesso il tuo cantar men degno.