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1569–1625

50

Giovambattista Marino

Fuggiam, legno infelice, ecco Aquilone di novo il bel seren cangia in oscuro; già ne minaccia col piovoso Arturo di nembi armato il gelido Orione.

Ma non veggia i' più mai lieta stagione, chiaro ciel, piano mar, porto securo: pria morto mi vedrai, qual Palinuro cader, ch'abbandonar remo o timone.

Tuoni Giove, se sa; Fortuna, a scherno il tuo furor, la tua turbata fronte prendo, né tem'io più tempesta o verno. Forse con miglior sorte ir con Caronte

spero (se giusta legge è ne l'Inferno) l'onde a solcar di Stige e d'Acheronte.

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50 · Giovambattista Marino · Poetry Cove