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1569–1625

5

Giovambattista Marino

Bel rossignuol, che trà più folti rami per queste al sol nemiche ombre frondose tante spendendo vai rime amorose, mentre che 'l tracio re perfido chiami;

se viver lieto e riposato brami, fuggi le querce ruvide e nodose, ov'empia mano ha mille insidie ascose al tuo libero piè di lacci e d'ami.

Tra le piante di Giove i dolci pianti gittar che val, se vani e malgraditi lor non ode, non cura, o piagni o canti? Qua deh vienne fra' mirti e fra le viti:

aman Venere e Bacco i versi e i canti né fieno inganni a la tua pace orditi.

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