Sacro a Febo, ad Amor cigno sublime,
che, finché piacque a' fati acerbi e rei,
lungo il Castalio in chiaro stil solei
l'aure addolcir con sì soavi rime;
in queste valli paludose et ime,
da l'alto nido ove volato or sei
fra mille schiere di celesti Orfei,
mira qual duolo i tuoi più cari opprime.
Vedrai muto ogni stil, secco e distrutto
l'alloro e 'l mirto; e 'n lagrime stillante
per gli occhi nostri, il sacro fonte asciutto.
Ma tu, nel canto al bianco augel sembiante,
or fatto stella in ciel, se' pari in tutto
al canoro di Leda alato amante.