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1569–1625

49

Giovambattista Marino

Ha pur il Tempo, o Ligurino, alfine volto in deserto sol d'ombra e d'orrore il giardin de le Grazie, e scosso il fiore de le bellezze angeliche e divine.

Veggio l'erbose e misere ruine del Campidoglio, ove 'l tiranno Amore superbo trionfò di più d'un core, fender gli aratri et ingombrar le spine.

Ov'or sono i tuoi fasti? Ecco ti scerno cangiato il viso, e forse il cor con esso, fatto d'angel di luce, angel d'inferno. Or sì credi al tuo specchio, e quivi espresso

mira l'altrui vendetta e 'l proprio scherno, folle, e te stesso invan cerca in te stesso.

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49 · Giovambattista Marino · Poetry Cove