Ha pur il Tempo, o Ligurino, alfine
volto in deserto sol d'ombra e d'orrore
il giardin de le Grazie, e scosso il fiore
de le bellezze angeliche e divine.
Veggio l'erbose e misere ruine
del Campidoglio, ove 'l tiranno Amore
superbo trionfò di più d'un core,
fender gli aratri et ingombrar le spine.
Ov'or sono i tuoi fasti? Ecco ti scerno
cangiato il viso, e forse il cor con esso,
fatto d'angel di luce, angel d'inferno.
Or sì credi al tuo specchio, e quivi espresso
mira l'altrui vendetta e 'l proprio scherno,
folle, e te stesso invan cerca in te stesso.