Te di fronte e di fior vago ornamento
eterno copra, aventuroso stelo;
te nodrisca la terra e bagni il cielo
di soave rugiada e molle argento.
In te l'aure e gli augei lieto concento
spargan volando entro l'ombroso velo;
da te di Cancro o Scorpio arsura o gelo
non mai discacci il talor lasso armento,
né di fera o di serpe artiglio o tosco,
né di ferro o di turbo ira nemica
sieno al tuo tronco d'appressarti audaci.
Sotto i tuoi rami, a la dolce ombra amica
colsi (e sassel quest'antro e questo bosco)
da la più bella bocca i primi baci.