Qui giace il TASSO, o peregrin, quel TASSO
che 'l pio duce cantò: dal Tago al Gange
ogni lingua, ogni stil l'onora e piange;
ferma al nome divin lo sguardo e 'l passo.
Ben ha più duro il cor di questo sasso
chi di sua morte non s'afflige et ange:
di questo sasso che si spetra e frange
per dargli albergo, umil quantunque e basso.
Ma che? viv'egli in terra, e vive in questi
marmi, e viv'anco in ciel tra pure forme
traslato, e Muse angeliche celesti.
Tu, ch'a le sculte note or volgi l'orme,
leggile pur, ma pian, sì che nol desti,
ch'egli estinto non è, ma posa e dorme.