Arpie del mar, che da l'estreme sponde
venite a depredar le nostre arene,
e fosco intorno il ciel lasciate, e piene
di spavento e d'orror le piagge e l'onde,
lunge da queste rive alme e feconde,
e da queste innocenti aure serene
l'ali spiegate; e ne le proprie vene
ite a sfogar l'avare voglie immonde.
Schiera d'ingordi e spaventosi mostri
Proteo contro v'irriti; e 'l re de' venti
l'acque e i nembi congiuri a danni vostri.
Venga chi degli artigli aspri e pungenti
l'arme rintuzzi; et a le penne, ai rostri
sien le stelle nemiche e gli elementi.