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1569–1625

44

Giovambattista Marino

Carche di vive perle e rugiadose volta le luci al ciel piange Licori, e rider col suo pianto i bianchi fiori fea del bel volto e le vermiglie rose.

Licida intanto, per temprar gli ardori de le sì gravi sue fiamme amorose, de le cadenti lagrime pietose cogliea bevendo i tepidetti umori.

Ma che, s'entro l'umor foco che l'arse era celato? e da l'accolte stille doppio sentì ne l'alma incendio farse? Strano inganno d'amor: poi le faville

nel cor chiuse restaro, e l'acque sparse gli uscir per gli occhi in mille rivi e mille.

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44 · Giovambattista Marino · Poetry Cove