Carche di vive perle e rugiadose
volta le luci al ciel piange Licori,
e rider col suo pianto i bianchi fiori
fea del bel volto e le vermiglie rose.
Licida intanto, per temprar gli ardori
de le sì gravi sue fiamme amorose,
de le cadenti lagrime pietose
cogliea bevendo i tepidetti umori.
Ma che, s'entro l'umor foco che l'arse
era celato? e da l'accolte stille
doppio sentì ne l'alma incendio farse?
Strano inganno d'amor: poi le faville
nel cor chiuse restaro, e l'acque sparse
gli uscir per gli occhi in mille rivi e mille.