Quel ferro, ohimè, che dal tuo corpo tolse
la nobil alma, e 'l capo tuo recise,
de la mia speme a un colpo il fil recise,
de la mia vita a un punto il nodo sciolse.
Che non fe'? che non disse? o quai non volse
del tuo scampo tentar sagaci guise
il tuo caro fedel? ma nol permise
il Ciel, che del tuo duol poscia si dolse.
Usai per altrui man froda pietosa,
ma vidi Astrea, che 'n me la spada strinse,
e minacciomi rigida e crucciosa.
Timor di me, pietà di te mi vinse,
sì ch'io piansi fuggendo. Ella sdegnosa
due vite amiche in una morte estinse.