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1569–1625

42

Giovambattista Marino

Qual ti vegg'io di fin acciar lucente stranio arnese dintorno? o tanto stolto mio Ligurin, quant'orgoglioso, e molto di forza men che di beltà possente.

Ah, pon giù l'armi, e 'l ferro aspro e pungente sia dal bel fianco omai discinto e sciolto: disarma d'ira il cor, d'asprezza il volto, semplicetto omicida et innocente.

Sol quell'armi adoprar t'insegni Amore contro cui nulla val difesa o scudo, che non erran mai colpo in mezo al core. Che (se nol sai), fanciul superbo e crudo,

fanno piaga i tuoi sguardi assai maggiore, et assai più ch'armato offendi ignudo.

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