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1569–1625

41

Giovambattista Marino

Quando del chiaro e nobil sole ESTENSE oscurò Morte i gloriosi lumi, cinto il crin di cipresso il re de' fiumi l'urna si ruppe in su le corna immense,

e gli onor de le rive offese e spense, qual chi per ira e doglia si consumi; e qual fu allor che tra le fiamme e i fumi accolse in sen chi l'universo accense.

Poi, volto a la città che dal più vile metallo ha nome: – È spento, ecco, chi solo – disse – fea del tuo ferro oro gentile. – Allor di cigni appo la tomba un stuolo

cantò piangendo in doloroso stile: – Ahi cielo, ahi stella, ahi fato, ahi morte, ahi duolo! –

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41 · Giovambattista Marino · Poetry Cove