Sovra il tenero fianco il duro peso
sostener de la spada empia e mortale,
garzon pronto al tuo danno, a l'altrui male,
ond'hai superbo e rigidetto appreso?
E chi t'insegna a l'ire, al sangue inteso,
folle, altr'armi trattar che l'aureo strale
onde inun chi t'adora e chi t'assale
sia di due piaghe in un sol punto offeso?
O di Marte e d'Amor vago guerrero,
né men che vago e bello, ardito e forte,
né men che forte, oimè, crudele e fero:
ah non bastava per mia dura sorte
negli occhi averla e nel bel viso altero,
se non portavi in mano anco la morte.