Fama è tra noi, Dirce crudel, che volto
fu da Medusa in selce il mauro Atlante;
or io cangiato a' tuoi begli occhi avante
ho il cor in foco e 'n freddo marmo il volto.
Né scoglio è in queste piagge arido incolto
che di diaspro armato, o di diamante,
non abbia dal tuo rigido sembiante
de la durezza sua l'essempio tolto.
Quel corallo, che dianzi io del mar trassi
tenero vinchio, or qualitate e forma
presa da la tua mano, ecco s'impetra.
Ma qual miracol fia, qualora in sassi
la virtù del tu' aspetto altrui trasforma,
s'ancor te stessa hai trasformato in pietra?