Perché 'l sostegno a' suoi desir non manche,
che può più, Cromi, il poverello Ofelte?
Da le viscere a Teti a forza svelte
a te sol serba le vermiglie branche.
A te le conche rugiadose e bianche,
a te le perle preziose e scelte,
or da l'indiche arene, or da le celte,
non ha le voglie di recar mai stanche.
Né solo i frutti e i fior d'Ischia e di Baia,
ma l'odorate lagrime di Mirra
fin d'Arabia t'adduce, e di Pancaia.
Fa sonar del tuo nome e Pindo e Cirra:
ma tu pur se' di sasso, ond'è che paia
per lui tornato il secolo di Pirra.