Di cedro no, ma d'aste incise e parte,
d'ostili insegne e sanguinose è questa
pira costrutta, ch'oggi a te s'appresta,
splendor chiaro del Tebro, onor di Marte.
Né già di marmo fin con nobil arte
s'inalza al cener tuo reggia funesta,
ma tu te l'hai di propria man contesta
sol di laceri busti e d'armi sparte.
Né canto intorno o gemito rimbomba,
ov'hai la tua deposta inclita salma,
ma rauco freme il timpano e la tromba;
e vedesi ad onor di sì degn'alma
in vece di cipresso appo la tomba
il lauro verdeggiar, sorger la palma.