Ben di lassù da la più bella schiera
se' tu fra noi de' chiari spirti ardenti
scesa, angeletta, i cui beati accenti
qua giù mostran del ciel la gloria vera.
Deh qual volgesti tu sovrana spera,
che men dolci non mova i suoi concenti
qualor l'aure lusinghi, affreni i venti,
e puoi qual alma innamorar più fera?
Or apra a l'armonia soave e vaga
il varco Amor, che fra dolcezza e pena
per gli occhi offende e per l'orecchie appaga.
Sì direm poi: – Questa celeste maga,
questa del nostro mar nova sirena
sana col canto, se col guardo impiaga. –